USCITA DIDATTICA A FIRENZE DELLE CLASSI SECONDE

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USCITA DIDATTICA A FIRENZE DELLE CLASSI SECONDE

“AD OGNI UOMO È AFFIDATO IL COMPITO DI FARE DELLA PROPRIA VITA UN’OPERA D’ARTE, UN CAPOLAVORO”

San Giovanni Paolo II

 

Dai temi scritti dopo l’esperienza dell’uscita emergono molte riflessioni personali e interessanti…

 

“Il 14, 15 e 16 marzo siamo andati in gita a Firenze. Queste tre giornate, in cui abbiamo visitato molte opere e incontrato dei testimoni, a mio parere sono legate da un unico elemento: la bellezza di un capolavoro.”     Elisa IIB

 

“La terza esperienza che mi ha colpito è stata la visita alla Galleria dell’Accademia dove insieme alla nostra guida abbiamo osservato alcune opere d’arte di Michelangelo. Io mi sono riconosciuta in un Prigione che sta uscendo dal marmo ma è ancora incompleto e vorrebbe diventare come l’imponente e perfetto David.”                 Margherita IIA

 

“Mi hanno colpito la passione e l’amore che Michelangelo trasmette nelle opere. Vorrei utilizzare queste caratteristiche in ogni mio gesto quotidiano perché alcune volte quando eseguo dei lavori li realizzo solo perché qualcuno mi dice di compierli; invece ho scoperto che i capolavori avvengono solo se si mette amore e passione, come quelli di Michelangelo.”                                                                                                                             Carolina IIA

 

“Mi ha colpito la passione con cui il signor Fratini raccontava la storia di Giorgio La Pira. Sembrava che la storia di quest’ultimo lo toccasse profondamente.”                                                                                                                          Rebecca IIB

 

“Noi tutti, con piccoli gesti, riusciamo a rendere la nostra vita un piccolo capolavoro: per esempio, durante la gita, il nostro amico Pietro ha scritto un testo giallo (a mio parere molto bello) che poi una sera abbiamo letto e interpretato insieme. In quel momento tutti noi ci siamo sentiti parte di un capolavoro, un qualcosa di bello che ci ha fatto sentire uniti. Un altro momento che a me personalmente è piaciuto tanto è quando la sera facevamo un momento di riflessione tutti insieme per parlare della giornata trascorsa e, intervento dopo intervento, tassello dopo tassello, riuscivamo a costruire un’atmosfera di tranquillità e amicizia dove ci si poteva esprimere con le proprie opinioni personali con la consapevolezza di costruire tutti insieme un’opera d’arte.”    Leonardo IIA

 

“Durante la gita a Firenze ho riconosciuto il BENE nel volto dei miei compagni in particolare di quelli che non conosco tanto e con cui non ho occasione di stare.”                                                                                                  Federico N. IIB

 

“Il secondo capolavoro non riguarda un unico attimo, ma tutta la gita, nella quale ho manifestato un’apertura maggiore nei confronti dei compagni. Per il sottoscritto è una grande conquista […]. Ho capito che ciò che avevo fatto in quei frangenti poteva essere l’inizio di un capolavoro per la mia vita. Io spero, poi si vedrà. Intanto so di aver mosso un passo nella giusta direzione e di poter continuare a camminare.”                                            Pietro IIA

 

“Non mi ero mai reso conto che anche la vita può essere un’opera d’arte. Io cerco di vivere al meglio come Giorgio La Pira che ha speso la sua vita per aiutare quelli che ne avevano più bisogno.”                                                   Matteo IIB

 

“Il fatto che mi ha colpito è stato il lavoro di gruppo, lo spirito di gruppo, perché ognuno esponeva la propria idea, il proprio pensiero e poi insieme si arrivava a una conclusione. Mi ha colpito molto anche il fatto che mi sia piaciuto come lavoro, anche perché da sola non c’è l’avrei fatta ad esprimere tutti quei sentimenti, l’avrei reputata una cosa inutile. A mio giudizio, questo lavoro ci ha aiutato anche nel conoscere meglio stessi e le proprie potenzialità, e penso che sia a scuola che nella vita in generale dovrei tirar fuori il positivo che c’è in me perché non sempre lo faccio.”                                                                                                                                                                                             Sara IIA

 

“Guardando i Prigioni, mi sono immaginato di essere un blocco di marmo scolpito dalla vita giorno dopo giorno fino a quando non ne uscirà un capolavoro.”                                                                                                                  Lorenzo D. IIB

 

“Il primo giorno mi ha colpito molto Firenze perché è una città molto affascinante che è stata costruita grazie all’amore dei suoi cittadini fin dall’antichità. Questo mi fa pensare alle parole di don Alessandro a Capiago; ci ha chiesto di immedesimarci in un sassolino di uno dei mosaici di Rupnick: senza quel sassolino (che siamo noi) il mosaico risulterebbe incompleto”                                                                                                                                         Lorenzo P. IIA

 

“In questa gita ho cercato anche io di capire quale fosse la mia vocazione, e come poter fare della mia vita un capolavoro. Devo ammettere che non è semplice, e credo di non aver neanche iniziato, ma grazie ai miei compagni e ai miei amici ho capito che loro, come i professori, possono essere un’ottima guida per iniziare.”       Veronica IIA

 

“Mi ha colpito la figura di Giorgio La Pira perché non aveva paura di farsi avanti e di aiutare gli altri, andando contro l’opinione di molti. Anche io voglio imparare ad esprimere le mie idee.”                                                          Federico G. IIB

 

“Tutti e tre i capolavori hanno un nesso: l’avermi aiutata a crescere attraverso delusioni, incertezze, amicizie e stupore.”                                                                                                                                                                                            Lucretia IIA

 

“In questa uscita didattica ho capito che i capolavori non sono solo le opere d’arte, ma anche le persone che si mettono a disposizione degli altri.”                                                                                                                                              Paolo IIB

 

“I Prigioni mi hanno impressionato in quanto sembrava proprio che volessero uscire dal marmo e liberarsene. Questa scultura mi ha aiutato a capire che non bisogna cercare di nascondere sé stessi dietro una maschera per sembrare qualcun altro, come il marmo che nasconde la scultura, ma essere liberi di essere sé stessi.”       Jacopo IIA

 

“Anche io, come i Prigioni, devo uscire dal blocco di marmo perché ho qualcosa da far vedere agli altri.”

Alessandro IIB

 

“Una domanda su tutte a questo punto mi sorge spontanea: Donatello ha scoperto il suo talento e ha creato cose meravigliose, ma io come faccio a scoprire il mio talento?”                                                                                               Ivan IIA